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                                                     CAMBOGIA – Angkor

Il trasferimento dalla capitale Phnom Penh a Sieam Reap è già di per sè un avventura. Partiamo alle 7 del mattino su di un imbarcazione piatta e lunga, stracarica di viaggiatori con i loro zaini in spalla. Per sicurezza, ci dicono, è meglio viaggiare sul tetto della barca, sembra che questi tipi di imbarcazioni tendano a rovescirasi....molti la pensano come noi, il tetto della lunga imbarcazione è strapieno. Mi siedo vicino al bordo, non mi muoverò più da questa posizione per ben 7 ore. La barca procede lentamente lungo il fiume Tonle Sap, lungo le sponde si intavedono ogni tanto un villagio di capanne, bambini che giocano selle rive del fiume, donne che si lavano o lavano i vestiti. Rimango assorto a guardare le immagini, ben sapendo che rimarranno impresse nella mente. Il sole inizia a scaldare molto presto in Cambogia.

Dal fiume Tonle Sap entriamo nel Lago omonimo, qui la navigazione sarà monotona, non si intavedono le rive, solo distese d'acqua e un sole caldo, troppo. Alle 14 arriviamo a destinazione, dal Lago passiamo in una insenatura che ci porterà alla banchina dove sbarcheremo. Per farlo attraversiamo un villaggio composto di barconi di legno, la gente qui ci vive e lavora, i bambini giacona in quest'acqua color marrone scuro, e una cosa ci lascia tutti sopresi, il loro sorriso, la lora vitalità, il loro saper giocare e divertirsi con niente o con una scatola di latta arrugginita. L'ingresso nel villaggio non è privo di incidenti, una manovra sbagliata del nostro capitano e con la poppa della barca finiamo direttamente nel soggiorno di una tranquilla famigliola, un cambogiano troppo scaltro ci supera a destra, saluta, ma poi si incastra l'accelleratore del natante e finisce con la prua dritto dentro la cucina di una signora spaventatissima, e lui ride, strana gente.

La GuestHouse dove alloggiamo è molto bella, pultita e tranquilla, le camere sono soddisfacenti, anche se il solito scarafaggio prova a rovinarci l'atmosfera, ma qui in oriente è la regola, almeno dove uso dormire. Il complesso di Angkor con i suoi 100 e più edifici, eretto tra il 900 ed il 1200, si estende su di un asuperfice di 400 kmq, e nonostante la seria necessità di restauri, tuttora in corso, è imponente.

Visitare Angkor richiede almeno 3 giorni (costo del biglietto 40$), si possono affitare biciclette o accordarsi per farsi portare in macchina o in motorino. Iniziamo il nostro tour passando davanti ad Angkor Wat, uno dei più grandi e splendidi edifici religiosi al mondo. Con una superficie di circa 2kmq, circondado da un fossato d'acqua largo 190 m ed un muro di cinta di 1.025 m X 800 m e le sue torri, è momumentale, imponente e magnifico. E' il tempio più famoso ed il più maestoso di Angkor, l'emblema della Cambogia, è hinduista dedicato a Vishnu. Non ci fermiamo ma puntiamo ad Angkor Ton, l'antica capitale da dove, partendo dal tempio-montagna del Bayon (45 metri di altezza, 51 torri) ritornereremo ad Angkor Wat. La giornata passa all’insegna dell’avventura, nelle rovine di questi templi che ci permettono di sognare passati di gloria ed imprese spettocolari.

Il tramonto ad Angkor Wat conclude in bellezza la prima giornata avventurosa, osservare il sole tramontare avendo come sfondo il tempio con le sue 5 torri alte 65 metri è indescrivibile, spettacolare, così come l'aba del giorno dopo. Salire su questi gradini erosi dal tempo e con un inclinazione paurosa è prova di coraggio, mai quanto scendere, ma lo spettacolo che si gode dalla sommità ci ripaga completamente. La giornata, come quella successiva, prosegue alla scoperta dei siti, visiteremo templi Hindu e Buddisti ammireremo l'arte Khmer, ed in qualche occasione, vagando per i templi respireremo atmosfere degne di Indiana Jones. Consiglio, a tal proposito, una visita a Preah Khan, dove si stima abitassero circa 10.000 persone, e che fu sede di una grande scuola sanscrita.

Per arrivare al centro di Preah Khan si percorre un lungo corridoio dove le porte si susseguono e diventono di volta in volta più piccole, in modo che più ci si avvicina al centro più si è costretti ad abbassarsi, in segno di rispetto. Al centro un grande Stupa buddista in pietra del XV secolo. Alberi inponenti si scagliano verso il cielo usando come base le costruzioni in pietra, l'immagine è impressionante e ci permette di capire come tutto il complesso fosse stato letteralmente inghiottito dalla giungla, nonché l'immane lavoro di recupero che è stato fatto e che rimane da fare.




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