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CINA – Pechino
Agosto 1998, finalmente la tanto attesa partenza è arrivata. Si parte, destinazione Oriente. Cina, da dove ci sia venuta l’idea di partire per questa destinazione così fuori dalle solite mete dei viaggiatori fai da te non lo sappiamo neanche noi, comunque sia il giorno della partenza è giunto.
Partire per la Cina senza nessuna organizzazione potrebbe sembrare alquanto avventuroso, ed effettivamente lo è. Già solo l’organizzazione del viaggio richiede qualche piccola astuzia, volendo, come nel nostro caso, risparmiare il più possibile. Per entrare, o piuttosto, per avere il visto che ci conceda l’ingresso in Cina, con una permanenza massima di un mese, bisogna rivolgersi al Consolato Cinese e, a parte la compilazione di vari documenti, bisogna anche presentare il voucher di prenotazione presso un Albergo a destinazione. Il che vorrebbe dire dover mettere in preventivo una o due notti nel solito albergo di lusso, con spese paragonabili a tutte le altre notti programmate. Come al solito la fortuna aiuta gli audaci, ed un amico operatore turistico provvede a farci avere il voucher di prenotazione, per poi annullarlo subito dopo, ma la conferma era già arrivata via telex così….per il visto tutto Ok.
Il viaggio procede più o meno bene, comunque all’insegna della solita eccitazione che ci accompagna all’inizio di un avventura, e se lo scalo di qualche ora a Varsavia passa all’insegna della noia, avendo scelto la LOT per risparmiare, non ce ne preoccupiamo più del dovuto.
Arrivati a Pechino, dopo lo sbrigo delle formalità doganali, tra l’altro alquanto veloci, troviamo ad attenderci il terzo compagno di viaggio, partito tre giorni prima di noi. Il trasferimento per il centro di Pechino lo facciamo in Pullman ed è forse una delle sensazioni che più mi ha colpito, ero li in Cina, la Cina, questo mastodontico paese troppo lontano, per cultura, religione, distanza vera e propria, storia e civiltà e chi più ne ha più ne metta. Osservare lo scorrere del paesaggio al di fuori dei finestrini sporchi di questo autobus popolare, viaggiando in compagnia di Cinesi più incuriositi a noi che noi a loro, con lo sguardo perso alla ricerca di una diversità, una caratteristica che sottolinei che qui siamo in Cina, l’arrivo in lontananza di Pechino, con la sua maestosità, i grattacieli grigi, troppi, tanti, immensi, i vialoni, le biciclette… quante, troppe! Pechino, o Beijing , è una delle capitali più grandi del mondo, con una superficie di 16.808 kmq, un estensione di 160 km da est a ovest e 180 da nord a sud e quasi 12 milioni di abitanti.
Alloggiamo presso un alberghetto/guest house, a due passi dall’ ben più famoso Holiday Inn e dal Centro. Il posto non è un granché, siamo praticamente sotto terra, le stanze si trovano alla destra ed alla sinistra di un corridoio troppo lungo, ed il rumore incessante dell’aria condizionata crea un’atmosfera alquanto lugubre. Ma siamo appena arrivati, la stanchezza del viaggio, il fuso orario, l’emozione di essere finalmente giunti a destinazione possono senz’altro creare strane sensazioni. Tante, ma una no, quella è una certezza condivisa da tutti , e come scoprirò più avanti anche dagli stessi Cinesi, Pechino puzza tremendamente. Un olezzo fastidioso, un misto di urina e marcio impregna tutta la città, ma dopo un poco ci si abitua, e non se ne fa più caso.
E’ strano trovarsi in mezzo a tanti orientali, noi che al massimo siamo abituati a vedere i Cinesi nei loro ristoranti in Italia,con il loro italiano biascicato e privo di r , invece qui sono in tanti, veramente tanti, solo a Pechino sono 12 milioni di abitanti, ed il mezzo più usato per gli spostamenti è la bicicletta, provate ad immaginare la fiumana impressionante di cinesini bicimuniti che vagano per questa città immensa e non troppo profumata!
Ma disfiamo i bagagli e pronti per la prima timida uscita verso Piazza Tiananmen. Il percorso da fare a piedi dalla nostra pensione alla piazza è breve, rimaniamo tutti subito alquanto esterrefatti nel vedere, per ora solo dal di fuori, centro commerciali immensi, che si sussuegono un poco ovunque.
L’impatto con piazza Tiananmen, la Piazza della Porta della Pace Celeste, è davvero da lasciar senza fiato, è immensa con i suoi 40 ettari di estensione (800 metri di lunghezza per 400 di larghezza). A nord un lungo muro rosso interrotto a metà dalla Porta della Pace Celeste (Tiananmen), un enorme ritratto di Mao non passa inosservato, dalla quale si accede al Palazzo Imperiale ( La Città Proibita); a ovest il palazzo dell Assemblea del Popolo, costruito nel 1959; a est il Palazzo dei Musei con il Museo Storico ed il Museo della Rivoluzione; a sud il Mausoleo di Mao, dove nella sala centrale all’interno di un urna di cristallo sono conservati i resti imbalsamati di del grande timoniere; al centro il monumento degli Eroi del Popolo, a ricordo dei caduti per la patria, alto 38 m venne inaugurato nel 1958. Vaghiamo per questa piazza immensa in un silenzio riverenziale, torniamo con le menti alle immagini viste anni prima in televisione, ed ora siamo qui!
Veniamo subito accerchiati da molte persone, cosa che da ora in poi sarà la caratteristica principale di tutto il nostro viaggio, tanti studenti che provano a parlarci con un inglese ancora troppo immaturo per sostenere una vera conversazione, ma abbastanza per capirci e farci dare qualche dritta, tanti altri sono solo curiosi che ci osservano e ridono.
Dopo aver visitato il Mausoleo a Mao, la cui imponenza ed il servizio d’ordine non lascia dubbi all’importanza che tutt’oggi lo stesso ha nei cuori dei Cinesi, ci addentriamo nella città Proibita. Prima di entrare assaggiamo il nostro primo piatto tipico cinese, e compriamo da un simpatico signore, che come tanti altri attaccatto alla inseparabile bicicletta sfoggia una griglia portatile, i nostri primi ravioloni di carne. Ora solo chi è stato in cina ha idea di cosa sto parlando, e non mi riferisco ai ravioli di carne la vapore in vendita da noi, i raviolono assomigliano a delle michette di pane bianco morbido con ripieno di carne e chissà cosa , da mangiare rigorosamente con salsa a base di soia e peperoncino, una prelibatezza.
La Città Proibita è il Palazzo Imperiale ove risedettero ed amministrarono 24 imperatori delle Dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911). Si estende su un’area di 5 Kmq, circondata da altissime mura vi si accede da 4 Porte, una per ogni lato, troviamo a sud la Wumen (Porta di Mezzogiorno, è la più grande del Palazzo), a nord la Shenwumen ( Porta della Grandezza Divina), a est la Donghuamen ( Porta Fiorita dell’Est), a ovest la Xihuamen ( Porta Fiorita dell’Ovest). La sua magnificienza è quindi ben più che giustificata, ed anche la relativa fatica che una sua visita particolareggiata comporta.
Avendo ben 9.999 stanze è uno dei più grandi complessi architettonici del mondo ed un capolavoro di architettura cinese: pretendere di vedere tutte le stanze è impossibile, ma alla fine del pomeriggio passato tra i palazzi della Città, che sono collegati tra di loro attraverso cortili e portoni, eravamo esausti ma soddisfatti. Abbiamo detto che è impossibile vedere tutte le stanze, padiglioni e via dicendo, per cui bisognerebbe dedicare la dovuta attenzione a Taihedian (Sala dell'Armonia Suprema, sala riservata alla grandi cerimonie); Zhonghedian (Sala dell'Armonia Perfetta, luogo più intimi, di riposo e riflessione nonchè sala dove venivano istruti i futuri imperatori ancora bambini); Baohedian (Sala dell'Armonia protetta, la sala delle udienze e della festa delle lanterne). Attraversando la Porta della Purezza Celeste (Qianqingmen) arriviamo alle tre sale private dell’imperatore, Qianqinggong (Sala della Purezza Celeste, al tempo dei Ming era la camera da letto dell’imperatore, con i Qing diviene la sala udienze degli ambasciatori stranieri), Jiaotaidian (Sala dell'Unione, sala del trono dell’imperatrice), Kunninggong (Sala della Tranquillità Terrestre, tra i Ming era la camera da letto dell’imperatrice, con i Qing imperatore ed imperatrice qui passavano la proma notte di nozze).
Nella parte nord-ovest del palazzo troviamo una successione di cortili e padiglioni, qui vivevano le favorite, le concubine e gli eunuchi ( ufficialmente un imperatore poteva avere 3 mogli, 6 favorite e 72 concubine). Yangxindian (Palazzo del Nutrimento dello Spirito dove vissero gli ultimi 3 imperatori Qing), i 6 Palazzi dell'Ovest, dove risiedevano l'imperatrice, le vedove, le inservienti e le concubine; Zhaigong (Palazzo dell'Astinenza); i 6 palazzi dell'Est; Fengxiandian (Sala del Culto degli Antenati) ; Ningshougong (Palazzo della Tranquillità e della Longevità, qui avvenivano i sacrifici).
Nella parte ovest del palazzo Xihuayuan (Giardino dell'Ovest); Yuhuage (Padiglione della Pioggia di Fiori); Cininggong (Palazzo della Tranquillità e della Pace); Dafotang (Sala del Grande Buddha).
Segiendo i 4 punti cardinali, con al centro la città Proibita, troviamo 4 parchi; Il Parco del Tempio della Terra (Ditan) a nord; Il Parco del Tempio del Sole (Ritan) a est; Il Parco del Tempio dell'Agricoltura (Taoranting), a sud; Il Parco della Luna (Yuetan) a ovest.
La visita della città ci porterà nei giorni seguenti a visitare il Tempio del Cielo (Tiantan, l’imperatore vi si recava due volte all’anno, al solstizio d’este e a quello invernale per compiere dei sacrifici), si trova a sud della città ed è composto da tre edifici, da non perdere. Presso Piazza Tiananmen ci accordiamo con un tassista e partiamo alla scoperta dei dintorni di Pechino.
Visiteremo le tombe dei Ming (1368-1644) (Shisanling), dove riposano 13 dei 16 imperatori della dinastie e le loro mogli, la Grande Muraglia presso il passo di Badaling, qui i turisti sono la maggioranza, ma sopratutto sono turisti cinesi. Per salire sulla Grande Muraglia dobbiamoo utilizzare una specie di skilift, solo che al posto di rimanere in piedi ci si accomoda su di uno slittino. Non è sicuramente il metodo più “semplice” per risalire, ma sicuramente divertente ed alquanto inusuale. Dove ci s troviamo la muraglia è ristrutturata e quindi ci si presenta in tutta la sua magnificienza, dalle punte più alte, ricordiamoci che la muraglia segue le conformazioni del terreno, ed è quasi tutta in collina-montagna, praticamnete è tutto un saliscendi, si gode di una vista magnifica, dove a perdita d’occhio , si vede correre il muraglione verso quello che sembra essere l’infinito. Le scalinate da fare a volte sono eccessive in quanto pendenza, ma non impossibili.
Pechino è una città frenetica, girarla in solitaria, senza l’ausilio di un tour operto e di un viaggio tutto compreso dall’italia, non si è dimostrato un problema, e con un poco di iniziativa, una buona guida e spirito di adattamento non sono incappato in nessun problema. Una visita al Silk Market, poco lontano dal negozio governativo dell’amicizia o “Friendship Store” ( dove la maggior parte di turisti acquista souvenir), ci mostrerà una miriade di negozianti specializzati nella vendità di abbigliamto di tutte le più famose marche mondiali, veri o falsi che siano. Le passeggiate nei molti ed immensi parchi della capitale sono molto rilassanti, e ci permetteranno di visitare altri importanti monumenti. Nel centro cittadino è tutto cosi “europeo” o moderno, ma basta lasciare i vialoni principali ed addentrarsi nella viuzze per vedere un mondo molto diverso. Si potrà girare per mercatini alquanto tipici e sicuramente non turistici, dove si vende di tutto e di più. E nella vita classica notturna europea di pub e discoteche passeremo le nostre serate, sempre che non ci lanceremo nelle miriadi di locali specializzati per il karoake.
Il cibo non è mai stato un problema, ci sono tantissimi ristoranti, ed ognuno troverà sicuramente quello che più si addice ai suoi gusti. A Pechino ho sempre mangiato o nelle bancarelle per la strada, oppure in piccolissimi ritorantini a gestione familiare, 4 tavolini al massimo, e mi sono sempre trovato molto bene, senza nessun problema. Certo oridinare in questi posticini dove il menu è scritto rigorosamente in cinese non è semplice, ma la guida ci ha aiutato con la sezione dedicata al vocabolario d’emergenza. Si possono trovare un poco ovunque Fast Food di ogni genere e gusto, dai più famosi americani, a quelli locali. Un altro aspetto che colpisce è la massiccia presenza di centri commerciali immensi, dove si trova di tutto e di più, frequentatissimi ed agitatissimi. D’estate a Pechino fa caldo, anche troppo, mentre l’inverno è gelido, quindi forse il periodo milgiore per visitarla al meglio è la stagione estiva. Ricordiamoci di bere sempre e solo acqua se si trova nelle bottigliette, controllando che siano ben chiuse. Un appunto fa fatto ai bagni. Se in albergo non dovremmo incontrare problemi, lo stesso non si può dire in giro per la città. Non che non siano pultiti, però dobbiamo sapere che per i ciniesi il bagno e l’intimità del suo utilizzo sono completamente differenti dalle nostre. Ci capiterà di entrare in bagno e trovare occupanti che intenti nei loro bisogni dimenticano, quando ci sono, le porte aperte.....e a volte macano pure le pareti. Se non volete morire asfissiati sconsiglio caldamente alcuni bagni pubblici in giro per la città, a parte che sfido chiunque ad avvicinarsi..........
Pechino è una città affascinante, ricca di storia, cultura e tradizioni millenarie, dedichiamoci il tempo necessario per poterla visitare con calma, da qui potremo partire alla scoperta della Cina, anche se è talmente immensa che un vaggio solo non basterà. Dalla stazione dei treni si parte per ogni destinazione, a volte i viaggi superano le 24 ore, quindi se abbiamo poco tempo è meglio affidarsi agli aerei. In centro a pechino troveremo molte agenzie turistiche, dove poter acquistare i nostri biglietti.
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