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LAOS – Phonsavan - Diario di Viaggio
Il Laos ci regala un paesaggio incontaminato e la possibilità di ritrovarci completamente inseriti in uno dei posti naturali più belli da visitare, secondo me, in questa latitudina. Il paese è molto arretrato, ce ne accorgiamo fin dall'arrivo nella capitale, Vientiane, e questa marcata differenza con l'occidente a renderlo forse così affascinante, perchè nessun altra capitale del sud est asiatico che ho visitato è paragonabile a quella laotiana, ma anche la quasi sicurezza di non trovarsi in mezzo a orde di turisti organizzati, anche se sicuramente l'economia laotiana ne gioverebbe, e non poco. La visita a questo piccolo paese ci porterà a visitare, oltre alla capitale, Luang Phabang, famosa cittadina affacciata sul mekhong e con 30 e più templi buddisti tuttora funzionanti e Phonsavan, alla scoperta di uno dei misteri ereditati dal passato che al pari di tanti altri nel mondo non hanno ad oggi una risposta chiara ed esaudiente: la misteriosa Piana delle Giare.
Nella piana sono sparse, in cinque siti principali, enormi giare di pietra che riamangono ad oggi un mistero. Non si sa da dove provenga il materiale utilizzato per la loro costruzione, il loro utilizzo e neppure per quale motivo si trovino li. Il peso medio delle giare varia dalle 600 alle 1.000 tonnellate, la più grande ne pesa ben seimila. Diverse sono le teorie sul loro utilizzo, sarcofaghi, vasi per la fermentazione del vino o contenitori di riso, ma ad oggi nessuna prova a conferma dell’una o dell’altra teoria. L’opignone più comune data le giare a circa 2.000 anni fà, ma anche qui non si hanno prove a conferma.
Per arrivare a Phonsavan prendiamo un aereo ad eliche (12 posti) con partenza da Luang Phabang. La fitta giungla che si vede è immensa, affascianante ma allo stesso tempo non possiamo non provare un poco di agitazione. Lungo il tragitto attraverseremo colline e montagne, dove le distese di vegetazione e alberi coprono tutto. Ammiriamo affascinati il paesaggio sottostante, più volte visto sugli schermi dei famosi film americani sulla guerra del Vietnam, ricordandoci che in quel periodo i borbandieri americani di ritorno dal Vietnam del nord usavano scaricare le bombe residue proprio su questo piccolo paese, e alla fine ne hanno scaricato un quantitativo maggiore di quelle da loro utilizzate in tutto il mondo durante la seconda guerra mondiale. I crateri sparsi ovunque ci mostrano a tratti paesaggi lunari, e le bombe inesplose rappresentano ancora oggi uno dei principali problemi in questo paese. La cittadina di Phonsavan che conta più di 6.000 abitanti ci lascia perplessi ma allo stesso tempo incuriositi. Non c’è letteralmente nulla. Usciti dall’aereporto ci accordiamo con una guida locale, sia per dormire, presso una guesthouse che si affaccia sul vecchio eliporto, sia per la visita del giorno dopo. L’atmosfera è alquanto strana, di stranieri se ne vedono pochi, se non qualche viaggiatore che come noi si è spinto fino qui. Ceniamo in un locale che si affaccia sulla polverosa via principale, alla 22 tolgono la corrente in tutta la città, e tutto piomba in un buio ed un silenzio impressionante, irreale.
Il giorno seguente ci concediamo una tappa al locale mercato, dove si trova in vendita di tutto. Accanto alla bancarella dove fanno bella mostra una serie impressionate di roditori e topi, acquistiamo alcune provviste per la giornata. Appena fuori dalla cittadina si trova il sito principale, il più grosso. Le giare, di varie dimensioni, sono sparse ovunque, qui e la anche qualche copercio, sempre in pietra. Alcune sono talmente grosse, che vi si può rimanere in piedi all’interno senza uscirne. Proseguiamo verso gli altri siti, la strada rigorosamente sterrata non si trova nelle migliori condizioni, anzi, il viaggio sarà abbastanza duro. La visita è sicuramente interessante, anche perchè il paesaggio continuerà a cambiare, regalandoci moltissime sensazioni. Ci troveremo ora in una desolata landa brulla e sconsolata ad ammirare questi strani contenitori, e poi su di una collinetta, immersa in una vetazione rigogliosa avendo come sfondo colline e montagne ricoperte di verdeggiante vegetazione. Al rientro cogliamo l’occasione per fermarci a comprare qualche provvista presso un villagio, al nostro passaggio tutti ci guardano come se fossimo marziani giunti dallo spazio. Giare a parte, che possono anche non giustificare un viaggio così avventuroso, i tre giorni passati in questo parte del Laos ci regaleranno ricordi, emozioni e sensazioni di una tale intensità tali da consigliare una visita, seppur breve, in questa parte del mondo così lontana e dimenticata dalle rotte turistiche tradizionali.
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