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        Thailandia, trekking da Chiang Mai
Tra le numerose opportunità che la Thailandia
offre per le nostre vacanze, il trekking è solo una delle
tante, la meno praticata, la più particolare. Dall'Italia si vola
a Bangkok e da qui in coincidenza a nord, destinazione Chiang Mai.
La seconda città della Thailandia si presta come base di partenza
per visitare il nord del paese, moderna e semplice da girare ci offre
una cucina tra le migliori, ottime sistemazioni, tra le quali scegliamo
una semplice, ma elegante e pulita, guesthouse. E sarà
proprio la nostra guesthouse a farci da base per la visita
della città nonché per l'organizzazione del trekking
nelle colline più a nord. Ci accordiamo per effettuare un'escursione
di tre giorni e due notti, da passare presso due villaggi delle tribù
collinari. Il gruppetto, composto da undici persone più una guida,
parte la mattina presto utilizzando per il trasferimento un pick-up
attrezzato al trasporto di persone.
Lasciamo presso la guesthouse
il bagaglio, soldi e tutto quanto non strettamente necessario al viaggio;
in cambio ci danno uno zainetto nel quale riporre le poche cose utili,
cercando di non esagerare con il peso. Dopo qualche ora di tragitto
e una sosta in un villaggio per acquistare le ultime provviste, arriviamo
al punto di partenza, da dove, dopo aver consumato un veloce pasto
al sacco, ci mettiamo in marcia. La prima cosa che colpisce è
il silenzio, rotto solo dai rumori della giungla. Fa caldo, l'umidità
è alta, ma il paesaggio ci ripaga, lo spirito d'avventura aiuta
e dopo poche ore di marcia guadiamo un fiumiciattolo e arriviamo alla
prima destinazione. Il villaggio della tribù Akha è
semplice, composto da capanne di bamboo, alcune rialzate a
palafitta, altre no, come il capanno che sarà la nostra camera.
Al nostro arrivo veniamo circondati da molti bambini, tutti sorridenti
e incuriositi, per nulla intimoriti dalla nostra presenza. In undici
prendiamo posto al'interno del capanno, dormiremo in una parte rialzata,
vicini gli uni agli altri in gruppi di tre, tanti quanti stanno sotto
l'indispensabile zanzariera. Passiamo il pomeriggio parlando con alcuni
uomini del villaggio, i pochi presenti, dato che la maggior parte
è nei campi a lavorare e rientreranno solo a verso sera, visitando
con loro i dintorni e curiosando per il villaggio. La sera arriva
presto, dopo una cena frugale passiamo la serata intorno al fuoco
in compagnia di molti bambini, che per l'occasione indosseranno i
tipici abiti della tribù, sgargianti e coloratissimi. Ci corichiamo
presto, l'indomani è prevista una giornata pesante.
L'alba mi
trova sveglio, la sistemazione non è stata delle più comode,
per cui ne approfitto per girare il villaggio che, immerso in un colore
irreale, a poco a poco si sveglia. Dopo la colazione si parte, quasi
cinque ore di marcia, dura ma non impossibile, per arrivare alla base
di partenza del 'bamboo rafting'. Ci sistemiamo su lunghe zatterone
di bamboo e iniziamo la discesa per un fiume non troppo difficile,
anche se ci sarà da sudare con i pali di bamboo per non
urtare tronchi galleggianti e sassi, e per non arenarsi in qualche
secca. Una piccola cascatella, affrontata con molta più emozione
del dovuto, sarà la conclusione della discesa, e l'arrivo presso
il secondo villaggio. L'ansa creatasi dopo la cascata la utilizzeremo
per un bagno, con tanto di bagnoschiuma e shampoo.
Il secondo
villaggio, più grande del primo, è dell'etnia dei Karen;
anche qui la sistemazione è più o meno uguale alla precedente,
e dopo una cena sostanziosa passiamo la serata con molti abitanti
del villaggio. Qui anche le donne indosseranno i costumi tipici della
loro etnia, e insieme a moltissimi bambini ci terranno compagnia con
i loro canti e balli, molto da pacchetto preconfezionato per il turista,
che toglie un poco di magia all'atmosfera, senza comunque rovinarla.
D'altra parte è un sistema per tirare a campare, non ci chiedono
soldi ma saremo investiti da tantissimi baby-venditori, ai
quali non ce la sentiamo di dire di no, e tutti compriamo qualcosa
di originale dell'artigianato locale.
La mattina ci svegliamo con
il barrito degli elefanti, e dopo la colazione a base di uova cotte
su di un sasso partiamo, due persone per elefante. Colline e montagne,
campi sterminati e risaie, contadini e animali sono il contorno di
questo trasferimento molto bello; arrivati a destinazione lasciamo
i pachidermi, e dopo una marcia di circa un'ora visitiamo una grotta
immensa e buia. Pranziamo e ritorniamo con il pick-up già
usato verso Chiang Mai. Porteremo con noi il ricordo di un paesaggio
bellissimo e incontaminato e di un esperienza unica, come pure il
sorriso e la serenità che solo gli orientali riescono a trasmettere
così bene.
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